Le Nozze di Cana
1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». 5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 7 E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare»; e le riempirono fino all’orlo. 8 Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 9 E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo 10 e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». 11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Gv 2,1-11
Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La Chiesa sposa di Cristo
L’evangelista Giovanni parla della Chiesa sotto vari simbolismi. Ma per lui la Chiesa è innanzitutto la Sposa del Messia. Già l’Antico Testamento aveva espresso il rapporto d’amore tra Dio e il suo popolo tramite la metafora nuziale: Dio è l’Amante, il fidanzato, lo sposo, e Israele l’amata, la fidanzata, la sposa. Nell’immagine matrimoniale non viene però solo significato il rapporto d’amore tra Dio e il suo popolo, ma anche la sua “berit” – alleanza con Israele, il patto definitivo e solenne, il giuramento reciproco di fedeltà (Os 2,15-22; 3,1; Ger 3,1-13; 31,4; Ez 16; 23; Is 54; 62,1-5; Ct). Il matrimonio diventa quindi sacramento (la parola “sacramentum” significa “segno”) di una realtà che lo trascende, profezia di Dio e della sua alleanza con l’uomo.
Il primo miracolo operato da Gesù, la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana (Gv 2,1-12), rientra nel genere letterario delle “azioni profetiche”, cioè di quelle gestualità che i profeti sono soliti compiere per esprimere un messaggio (Ger 13,1-14; 19; 24; 27-28,10; Ez 3,24-5,17; Zc 11,15).
A Cana i protagonisti non sono gli sposi: la sposa non è neppure nominata. A Cana si celebrano le nozze tra lo Sposo messianico e la sua Sposa, rappresentata da Maria e dai discepoli. “Il «segno» di Cana ha lo scopo di «manifestare la gloria di Gesù», cioè la novità del suo messaggio: il Dio che egli annuncia è un Dio non straniero, ma lo Sposo che chiama alle nozze dell’alleanza l’intera umanità qui rappresentata dai discepoli che sono i garanti del «segno» di Cana di Galilea” (P. Farinella). Infatti una delle immagini costanti dell’Antico Testamento per esprimere la gioia dell’avvento messianico è l’abbondanza di vino (Am 9,13-14; Os 14,8; Gen 49,10-12; Gl 2,24; 4,18; Is 25,6). Scrive infatti l’Apocalisse apocrifa greca di Baruc: “La terra darà i suoi frutti diecimila volte tanto e in una vite ci saranno mille tralci e un tralcio farà mille grappoli e un grappolo farà mille acini e un acino farà un kor di vino (ndr: circa 450 litri). E coloro che avevano fame saranno deliziati e, ancora vedranno meraviglie ogni giorno… E accadrà in quel tempo: scenderà nuovamente dall’alto il deposito della manna e in quegli anni ne mangeranno perché loro sono quelli che sono giunti al compimento del tempo. E accadrà dopo ciò: quando il tempo della venuta dell’Unto sarà pieno ed egli tornerà nella gloria, allora tutti quelli che si erano addormentati nella speranza di lui risorgeranno… Le anime dei giusti usciranno e la moltitudine delle anime sarà vista insieme in un’unica assemblea di un’unica intelligenza… Sapranno infatti che è giunto il tempo di cui è detto: è il compimento dei tempi”. A Cana Gesù procura miracolosamente da quattrocentottanta a settecentoventi litri di vino, davvero un po’ troppo per un semplice banchetto nuziale! I discepoli capiscono che è il Messia-Sposo del tempo finale, che convoca l’assemblea escatologica degli eletti. Come dice Agostino: “Cristo… è lo sposo delle nozze di Cana, infatti, cui fu detto: «Hai conservato il buon vino fino ad ora». Cristo, infatti, aveva conservato fino a quel momento il buon vino, cioè il suo Vangelo”. In ebraico, vino si dice “yayìn”, le cui consonanti (y – y – n) corrispondono al numero 70 (10 + 10 + 50), cioè il numero delle nazioni della terra secondo il giudaismo: il Vangelo è proprio universale, tutti sono chiamati all’assemblea degli eletti.
Il Cantico dei Cantici impiega otto volte la metafora del vino per esprimere l’amore ardente tra lo Sposo e la Sposa (Ct 1,2.4; 2,4; 4,10; 5,1; 7,3.10; 8,2). È Gesù lo Sposo, e tale lo proclamerà il Battista (Gv 3,29).
Cana deriva da “qanah”, che significa “acquistare” ma, quando ha per soggetto Dio, anche “creare” (Gen 14,22; Es 15,16; Dt 32,6; Pr 8,22; Is 43,21; Sl 78,54; 139,13). Il fatto avviene “il terzo giorno” (Gv 2,1), così come “il terzo giorno” era avvenuta la teofania sinaitica (Es 19,11). Le parole di Maria: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,4) richiamano la promessa di Israele al Sinai: “Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!” (Es 19,8). Le sei giare “di pietra” (Gv 2,6) ricordano le tavole “di pietra” (Es 31,18; 32,15; 34,1.4) su cui è scolpita le Legge del Sinai. “A Cana Gesù «crea» il nuovo popolo dei suoi discepoli; essi sono la «primizia archetipa» della comunità messianica, fondata sulla fede in Cristo. Cana, a somiglianza del Sinai, è l’«arché» di una nuova creazione, che sta in linea di continuità con la creazione genesiaca” (A. Serra) e con il popolo di Israele.
Il matrimonio sacramento dell’amore di Cristo per la Chiesa
Durante la cattività (61-63), che lo distoglie da problemi immediati, Paolo scrive le lettere ai Filippesi (che taluni pongono però verso il 56), a Filemone, e forse la sua scuola scrive ai Colossesi e agli Efesini. Allora l’“ekklesìa” non è più la comunità locale, come, salvo rare eccezioni, era prima da lui considerata, ma è contemplata nel suo mistero di universalità, di cattolicità.
“Non è per un’addizione di comunità che si forma la Chiesa totale, così come nel movimento protestante si concepisce, intendendo ognuna delle comunità autonoma e autogenetica; parlo del congregazionalismo, tentazione che si sente oggi presente anche nella Chiesa cattolica. Invece ogni comunità, per quanto piccola possa essere, traendo il suo valore dalla Chiesa totale, la rappresenta tutta, incarna il Mistero di quella chiamata che era così presente alla coscienza dei primi cristiani” (L. Giussani).
Le Chiese locali non sono solo unite da una fede e da ordinamenti comuni (1 Cor 7,17; 11,16), ma formano veramente un’unità mistica di dimensioni cosmiche (Col 2,19; Ef 1,23; 4,13): le varie comunità formano l’unica Sposa, termine che designa al contempo la diversità e l’intima unione d’amore con lo Sposo, il Cristo.
La lettera agli Efesini (Ef 5,26-27) presenta la nuzialità umana come icona del rapporto tra Cristo e la Chiesa (Ef 5,21-33): il matrimonio è “mistero grande…, in riferimento a Cristo e alla Chiesa!” (Ef 5,32). L’esortazione ai coniugi, inserita in questa che è l’epistola ecclesiale per eccellenza, è per Paolo importante occasione proprio per un nuovo tipo di riflessione sulla Chiesa.
“Mistero grande” (Ef 5,32) non è solo il fatto che Cristo ci ama come il più tenero degli sposi, ma anche che il matrimonio è chiamato ad essere segno dell’amore divino per la Chiesa. Per capire il rapporto di Cristo con la sua Chiesa, dobbiamo meditare sull’amore coniugale, che dell’amore divino è sacramento, cioè segno, icona, secondo la grande tradizione ebraica, che Cristo, lo Sposo escatologico, porta a compimento. Ogni matrimonio è profezia dell’amore di Dio. Da ogni matrimonio, dalla sua passione, dalle sue tenerezze, dalle sue dolcezze, dal suo calore, noi dobbiamo cogliere piccoli ma concreti segni dell’Amore stesso di Dio. I nostri amori sono traccia, esperienza e anticipazione di quello di Dio: per immaginare l’Amore divino bisogna partire dai nostri amori, ovviamente elevandoli all’ennesima potenza.
“Il rapporto reciproco tra i coniugi, marito e moglie, va inteso dai cristiani a immagine del rapporto tra Cristo e la Chiesa” (Giovanni Paolo II). Al contempo “si ha l’impressione che Paolo, parlando della prima alleanza nella realtà umana – tra marito e moglie -, la più fondamentale di tutte le alleanze, voglia riportarla alla sua radice profonda, radice che tutto spiega e da cui tutto deriva: l’alleanza tra Cristo e la Chiesa” (C. M. Martini).
“Questa simbologia trova pieno compimento in un duplice senso: anzitutto in Cristo si fa tangibile l’unione tra Dio e l’umanità poiché Cristo è il soggetto in cui divinità e umanità si sposano e si uniscono indissolubilmente in lui stesso Uomo-Dio. In secondo luogo Cristo viene evidenziato in un rapporto unico, fedele, intimo e non solubile, con la comunità dei credenti: la Chiesa. L’immagine della Sposa applicata alla Chiesa fa, perciò, un plastico riferimento all’intimità assoluta che esiste fra Cristo e la Chiesa” (S. T. Stancati).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La Chiesa sposa di Cristo
L’evangelista Giovanni parla della Chiesa sotto vari simbolismi. Ma per lui la Chiesa è innanzitutto la Sposa del Messia. Già l’Antico Testamento aveva espresso il rapporto d’amore tra Dio e il suo popolo tramite la metafora nuziale: Dio è l’Amante, il fidanzato, lo sposo, e Israele l’amata, la fidanzata, la sposa. Nell’immagine matrimoniale non viene però solo significato il rapporto d’amore tra Dio e il suo popolo, ma anche la sua “berit” – alleanza con Israele, il patto definitivo e solenne, il giuramento reciproco di fedeltà (Os 2,15-22; 3,1; Ger 3,1-13; 31,4; Ez 16; 23; Is 54; 62,1-5; Ct). Il matrimonio diventa quindi sacramento (la parola “sacramentum” significa “segno”) di una realtà che lo trascende, profezia di Dio e della sua alleanza con l’uomo.
Il primo miracolo operato da Gesù, la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana (Gv 2,1-12), rientra nel genere letterario delle “azioni profetiche”, cioè di quelle gestualità che i profeti sono soliti compiere per esprimere un messaggio (Ger 13,1-14; 19; 24; 27-28,10; Ez 3,24-5,17; Zc 11,15).
A Cana i protagonisti non sono gli sposi: la sposa non è neppure nominata. A Cana si celebrano le nozze tra lo Sposo messianico e la sua Sposa, rappresentata da Maria e dai discepoli. “Il «segno» di Cana ha lo scopo di «manifestare la gloria di Gesù», cioè la novità del suo messaggio: il Dio che egli annuncia è un Dio non straniero, ma lo Sposo che chiama alle nozze dell’alleanza l’intera umanità qui rappresentata dai discepoli che sono i garanti del «segno» di Cana di Galilea” (P. Farinella). Infatti una delle immagini costanti dell’Antico Testamento per esprimere la gioia dell’avvento messianico è l’abbondanza di vino (Am 9,13-14; Os 14,8; Gen 49,10-12; Gl 2,24; 4,18; Is 25,6). Scrive infatti l’Apocalisse apocrifa greca di Baruc: “La terra darà i suoi frutti diecimila volte tanto e in una vite ci saranno mille tralci e un tralcio farà mille grappoli e un grappolo farà mille acini e un acino farà un kor di vino (ndr: circa 450 litri). E coloro che avevano fame saranno deliziati e, ancora vedranno meraviglie ogni giorno… E accadrà in quel tempo: scenderà nuovamente dall’alto il deposito della manna e in quegli anni ne mangeranno perché loro sono quelli che sono giunti al compimento del tempo. E accadrà dopo ciò: quando il tempo della venuta dell’Unto sarà pieno ed egli tornerà nella gloria, allora tutti quelli che si erano addormentati nella speranza di lui risorgeranno… Le anime dei giusti usciranno e la moltitudine delle anime sarà vista insieme in un’unica assemblea di un’unica intelligenza… Sapranno infatti che è giunto il tempo di cui è detto: è il compimento dei tempi”. A Cana Gesù procura miracolosamente da quattrocentottanta a settecentoventi litri di vino, davvero un po’ troppo per un semplice banchetto nuziale! I discepoli capiscono che è il Messia-Sposo del tempo finale, che convoca l’assemblea escatologica degli eletti. Come dice Agostino: “Cristo… è lo sposo delle nozze di Cana, infatti, cui fu detto: «Hai conservato il buon vino fino ad ora». Cristo, infatti, aveva conservato fino a quel momento il buon vino, cioè il suo Vangelo”. In ebraico, vino si dice “yayìn”, le cui consonanti (y – y – n) corrispondono al numero 70 (10 + 10 + 50), cioè il numero delle nazioni della terra secondo il giudaismo: il Vangelo è proprio universale, tutti sono chiamati all’assemblea degli eletti.
Il Cantico dei Cantici impiega otto volte la metafora del vino per esprimere l’amore ardente tra lo Sposo e la Sposa (Ct 1,2.4; 2,4; 4,10; 5,1; 7,3.10; 8,2). È Gesù lo Sposo, e tale lo proclamerà il Battista (Gv 3,29).
Cana deriva da “qanah”, che significa “acquistare” ma, quando ha per soggetto Dio, anche “creare” (Gen 14,22; Es 15,16; Dt 32,6; Pr 8,22; Is 43,21; Sl 78,54; 139,13). Il fatto avviene “il terzo giorno” (Gv 2,1), così come “il terzo giorno” era avvenuta la teofania sinaitica (Es 19,11). Le parole di Maria: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,4) richiamano la promessa di Israele al Sinai: “Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!” (Es 19,8). Le sei giare “di pietra” (Gv 2,6) ricordano le tavole “di pietra” (Es 31,18; 32,15; 34,1.4) su cui è scolpita le Legge del Sinai. “A Cana Gesù «crea» il nuovo popolo dei suoi discepoli; essi sono la «primizia archetipa» della comunità messianica, fondata sulla fede in Cristo. Cana, a somiglianza del Sinai, è l’«arché» di una nuova creazione, che sta in linea di continuità con la creazione genesiaca” (A. Serra) e con il popolo di Israele.
Il matrimonio sacramento dell’amore di Cristo per la Chiesa
Durante la cattività (61-63), che lo distoglie da problemi immediati, Paolo scrive le lettere ai Filippesi (che taluni pongono però verso il 56), a Filemone, e forse la sua scuola scrive ai Colossesi e agli Efesini. Allora l’“ekklesìa” non è più la comunità locale, come, salvo rare eccezioni, era prima da lui considerata, ma è contemplata nel suo mistero di universalità, di cattolicità.
“Non è per un’addizione di comunità che si forma la Chiesa totale, così come nel movimento protestante si concepisce, intendendo ognuna delle comunità autonoma e autogenetica; parlo del congregazionalismo, tentazione che si sente oggi presente anche nella Chiesa cattolica. Invece ogni comunità, per quanto piccola possa essere, traendo il suo valore dalla Chiesa totale, la rappresenta tutta, incarna il Mistero di quella chiamata che era così presente alla coscienza dei primi cristiani” (L. Giussani).
Le Chiese locali non sono solo unite da una fede e da ordinamenti comuni (1 Cor 7,17; 11,16), ma formano veramente un’unità mistica di dimensioni cosmiche (Col 2,19; Ef 1,23; 4,13): le varie comunità formano l’unica Sposa, termine che designa al contempo la diversità e l’intima unione d’amore con lo Sposo, il Cristo.
La lettera agli Efesini (Ef 5,26-27) presenta la nuzialità umana come icona del rapporto tra Cristo e la Chiesa (Ef 5,21-33): il matrimonio è “mistero grande…, in riferimento a Cristo e alla Chiesa!” (Ef 5,32). L’esortazione ai coniugi, inserita in questa che è l’epistola ecclesiale per eccellenza, è per Paolo importante occasione proprio per un nuovo tipo di riflessione sulla Chiesa.
“Mistero grande” (Ef 5,32) non è solo il fatto che Cristo ci ama come il più tenero degli sposi, ma anche che il matrimonio è chiamato ad essere segno dell’amore divino per la Chiesa. Per capire il rapporto di Cristo con la sua Chiesa, dobbiamo meditare sull’amore coniugale, che dell’amore divino è sacramento, cioè segno, icona, secondo la grande tradizione ebraica, che Cristo, lo Sposo escatologico, porta a compimento. Ogni matrimonio è profezia dell’amore di Dio. Da ogni matrimonio, dalla sua passione, dalle sue tenerezze, dalle sue dolcezze, dal suo calore, noi dobbiamo cogliere piccoli ma concreti segni dell’Amore stesso di Dio. I nostri amori sono traccia, esperienza e anticipazione di quello di Dio: per immaginare l’Amore divino bisogna partire dai nostri amori, ovviamente elevandoli all’ennesima potenza.
“Il rapporto reciproco tra i coniugi, marito e moglie, va inteso dai cristiani a immagine del rapporto tra Cristo e la Chiesa” (Giovanni Paolo II). Al contempo “si ha l’impressione che Paolo, parlando della prima alleanza nella realtà umana – tra marito e moglie -, la più fondamentale di tutte le alleanze, voglia riportarla alla sua radice profonda, radice che tutto spiega e da cui tutto deriva: l’alleanza tra Cristo e la Chiesa” (C. M. Martini).
“Questa simbologia trova pieno compimento in un duplice senso: anzitutto in Cristo si fa tangibile l’unione tra Dio e l’umanità poiché Cristo è il soggetto in cui divinità e umanità si sposano e si uniscono indissolubilmente in lui stesso Uomo-Dio. In secondo luogo Cristo viene evidenziato in un rapporto unico, fedele, intimo e non solubile, con la comunità dei credenti: la Chiesa. L’immagine della Sposa applicata alla Chiesa fa, perciò, un plastico riferimento all’intimità assoluta che esiste fra Cristo e la Chiesa” (S. T. Stancati).
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
Vangelo di domenica 24 novembre: Giovanni 18, 33b-37
Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di domenica 29 settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di domenica 15 settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di domenica 08 settembre: Marco 7, 31-35
Vangelo di domenica 01 settembre: Marco 7, 1-8. 14-15. 21-23
Vangelo di domenica 25 agosto: Giovanni 6, 60-69
Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 11 agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 4 agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 28 luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 14 luglio: Marco 6, 7-13
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Vangelo di Domenica 19 maggio: Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
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Vangelo di Domenica 07 aprile: Giovanni 20, 19-31
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Vangelo di Domenica 26 febbraio: Matteo 4, 1-11
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Vangelo di Domenica 05 febbraio: Matteo 5, 13-16
Vangelo di Domenica 29 Gennaio: Matteo 5 , 1-12
Vangelo di Domenica 22 Gennaio: Matteo 4 , 12-25
Vangelo di Domenica 15 Gennaio: Giovanni 1, 29-34
Vangelo di Domenica 8 Gennaio: Matteo 3 , 13-17
Vangelo di Venerdì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 18 Dicembre: Matteo 1, 18-24
Vangelo di Domenica 11 Dicembre: Matteo 11, 2-11
Vangelo di Giovedì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 4 Dicembre: Matteo 3, 1-12
Vangelo di Domenica 27 Novembre: Matteo 24, 37-44
Vangelo di Domenica 20 Novembre: Luca 23, 35-43
Vangelo di Domenica 13 Novembre: Luca 21, 5-19
Vangelo di Domenica 6 Novembre: Luca 20, 27-38
Vangelo di Martedì 1 Novembre: Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 30 Ottobre: Luca 19, 1-10
Vangelo di Domenica 23 Ottobre: Luca 18, 9-14
Vangelo di Domenica 16 Ottobre: Luca 18, 1-8
Vangelo di Domenica 9 Ottobre: Luca 17, 11-19
Vangelo di Domenica 2 Ottobre: Luca 17, 5-10
Vangelo di Domenica 25 Settembre: Luca 16, 19-31
Vangelo di Domenica 18 Settembre: Luca 16, 1-13
Vangelo di Domenica 11 Settembre: Luca 15, 1-32
Vangelo di Domenica 4 Settembre: Luca 14, 25-33
Vangelo di Domenica 28 Agosto: Luca 14, 1.7-14
Vangelo di Domenica 21 Agosto: Luca 13, 22-30
Vangelo di Lunedì 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 14 Agosto: Luca 12, 49-53
Vangelo di Domenica 7 Agosto: Luca 12, 32-48
Vangelo di Domenica 31 Luglio: Luca 12, 13-21
Vangelo di Domenica 24 Luglio: Luca 11, 1-13
Vangelo di Domenica 17 Luglio: Luca 10, 38-42
Vangelo di Domenica 10 Luglio: Luca 10, 25-37
Vangelo di Domenica 3 Luglio: Luca 10, 1-20
Vangelo di Domenica 26 Giugno: Luca 9, 51-62
Vangelo di Domenica 19 Giugno: Luca 9, 10-17
Vangelo di Domenica 12 Giugno: Giovanni 16, 12-15
Vangelo di Domenica 5 Giugno: Giovanni 14, 15-16. 23-26
Vangelo di Domenica 29 Maggio: Luca 24, 46-53
Vangelo di Domenica 22 Maggio : Giovanni 14, 23-29
Vangelo di Domenica 15 Maggio: Giovanni 13, 31-35
Vangelo di Domenica 8 Maggio: Giovanni 10, 27-30
Vangelo di Domenica 1 Maggio: Giovanni 21, 1-23
Vangelo di Domenica 24 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Domenica 17 Aprile: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 10 Aprile: Luca 22, 14-23, 56
Vangelo di Domenica 3 Aprile: Giovanni 8, 1-11
Vangelo di Domenica 27 Marzo: Luca 15 ,1-3.11-32
Vangelo di Domenica 20 Marzo: Luca 13, 1-9
Vangelo di Domenica 13 Marzo: Luca 9, 28-36
Vangelo di Domenica 6 Marzo: Luca 4, 1-13
Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
Vangelo di Domenica 20 Febbraio: Luca 6, 27-38
Vangelo di Domenica 13 Febbraio: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di Domenica 6 Febbraio: Luca 5, 1-11
Vangelo di Domenica 30 Gennaio Luca 4, 21-30
Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di Domenica 16 Gennaio: Giovanni 2, 1-11
Vangelo di Domenica 9 Gennaio Luca 3, 15-16.21-22
Vangelo di Giovedì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 2 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Sabato 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 26 Dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre