Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Il Vangelo odierno (Gv 15,1-8) è un mashal, genere letterario ebraico comprendente la parabole e l’allegoria, che abbiamo già riscontrato nelle immagini della porta delle pecore e del pastore (Gv 10,1-18).
Gesù si presenta come “la vera vite”. Per questa immagine abbiamo vari riferimenti:
a) il riferimento all’Antico Testamento:
– simbolo collettivo: talora indica Israele in quanto popolo di Dio, sottolineando la sua appartenenza al Signore (Is 5,1-7; 27,6-2; Os 10,1; Ger 2,21; Ez 19,10-14). Tale simbolismo sarà spesso ripreso dai Vangeli sinottici (Mc 12,1.11; Mt 20,1-16; 21,28-32…);
– simbolo individuale: spesso designa il Messia (Sl 80,15-16; Sir 24,17-21), la vite escatologica che sazierà ogni fame ed ogni sete: in Giovanni, il riferimento è certamente all’“albero della vita” della Genesi (Gen 1,9), i cui frutti fanno “diventare come Dio” (Gen 3,5).
b) il riferimento eucaristico: in Giovanni manca il racconto dell’istituzione dell’Eucarestia, ma “Io sono il pane vivo di Gv 6,51 e “Io sono la vera vite “ di Gv 15,1 formano un dittico simile a “Questo è il mio corpo” e “Questo è il mio sangue” dei Vangeli sinottici. D’altra parte il calice è “il frutto della vite” in Mc 14,25 e Mt 26,29.
c) l’unione a Gesù: “Gesù è la vite escatologica, perché è il Messia, il resto di Israele, la Parola-Sapienza che prende posto della Legge mosaica e anima il nuovo popolo di Dio dall’interno” (Panimolle). Gesù è la “vera” vite, in opposizione alla sinagoga e al giudaismo sterili, ma anche a tutte le ideologie (lo Stato, la Religione, il Potere, l’economia, il materialismo, il consumismo, l’edonismo…) che promettono vita all’uomo. Solo uniti a Gesù si ha la vita: lontani da lui c’è solo morte. La vita dei credenti dipende dall’intensità dell’unione con il Cristo: ogni altra strada non dà la “vera” esistenza all’uomo (Gv 15,1).
Occorre perciò “rimanere in lui” (“menein ein” ricorre dieci volte nei vv. 4-10!). Ma la proposta della Fede ancora una volta è quanto mai concreta: non ci viene chiesta un’adesione formale al Cristo; non ci è domandato un assenso intellettuale o una professione di ortodossia; nemmeno una dimensione cultuale o liturgica. Ci viene chiesta un’ortoprassi, di “portare frutto” (vv. 2.5.8), per “glorificare il Padre” (v. 8) e perché la preghiera sia efficace (v. 7). Dobbiamo trasformare la nostra vita sul modello di Cristo, portando al mondo la sua stessa linfa vitale, che è linfa agapica (1 Gv 4,8), cioè un amore che non attende contraccambio, che è pura immolazione e servizio. Siamo “nella verità… se non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti…, se osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui… Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui… E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri” (1 Gv 3,18-24). Credere e amare: fede e carità definiscono l’essere cristiano: “l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere” (Rm 3,28), ma “la fede, se non ha le opere, è morta” (Gc 2,17).
La Fede poi non è una situazione statica, realizzata una volta per tutte dal sacramento del battesimo, bensì una realtà dinamica: bisogna lasciarsi “tagliare e “potare” dal Padre (v. 2: “airein” e “kathairein”, due verbi dal suono simile che richiamano “katharos”, “mondo”, “puro” del v. 3). E’ la Parola del Signore (v. 3), “più tagliente di una spada a doppio taglio” (Eb 13,4) che ci monda continuamente, che ci purifica, che ci mette continuamente in crisi per farci migliori, più fedeli, più poveri, più capaci d’amore e di servizio, più veri, più evangelici, più cristiani.
Chi ha veramente incontrato il Signore, chi lo ha scoperto come unico senso del vivere e del morire, chi “rimane in lui”, sa mettere in gioco tutta la propria vita per il Vangelo e per i fratelli: anzi, “chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita… la conserverà per la vita eterna” (Gv 12,25).
Sembra un discorso duro, quasi masochista: invece è la ricetta della felicità. Il Dio che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,10), non può che proporci la nostra gioia più piena. E il Vangelo odierno si conclude ricordandoci che solo in Dio abbiamo vita, mentre lontani da lui (il greco “choris” di Gv 15,5 significa sia “senza” che “lontano da”) ci avviamo verso la negatività e la morte, siamo come “il tralcio che viene gettato via e si secca”, utile solo ad essere “bruciato” (Gv 15,6).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
Il Vangelo odierno (Gv 15,1-8) è un mashal, genere letterario ebraico comprendente la parabole e l’allegoria, che abbiamo già riscontrato nelle immagini della porta delle pecore e del pastore (Gv 10,1-18).
Gesù si presenta come “la vera vite”. Per questa immagine abbiamo vari riferimenti:
a) il riferimento all’Antico Testamento:
– simbolo collettivo: talora indica Israele in quanto popolo di Dio, sottolineando la sua appartenenza al Signore (Is 5,1-7; 27,6-2; Os 10,1; Ger 2,21; Ez 19,10-14). Tale simbolismo sarà spesso ripreso dai Vangeli sinottici (Mc 12,1.11; Mt 20,1-16; 21,28-32…);
– simbolo individuale: spesso designa il Messia (Sl 80,15-16; Sir 24,17-21), la vite escatologica che sazierà ogni fame ed ogni sete: in Giovanni, il riferimento è certamente all’“albero della vita” della Genesi (Gen 1,9), i cui frutti fanno “diventare come Dio” (Gen 3,5).
b) il riferimento eucaristico: in Giovanni manca il racconto dell’istituzione dell’Eucarestia, ma “Io sono il pane vivo di Gv 6,51 e “Io sono la vera vite “ di Gv 15,1 formano un dittico simile a “Questo è il mio corpo” e “Questo è il mio sangue” dei Vangeli sinottici. D’altra parte il calice è “il frutto della vite” in Mc 14,25 e Mt 26,29.
c) l’unione a Gesù: “Gesù è la vite escatologica, perché è il Messia, il resto di Israele, la Parola-Sapienza che prende posto della Legge mosaica e anima il nuovo popolo di Dio dall’interno” (Panimolle). Gesù è la “vera” vite, in opposizione alla sinagoga e al giudaismo sterili, ma anche a tutte le ideologie (lo Stato, la Religione, il Potere, l’economia, il materialismo, il consumismo, l’edonismo…) che promettono vita all’uomo. Solo uniti a Gesù si ha la vita: lontani da lui c’è solo morte. La vita dei credenti dipende dall’intensità dell’unione con il Cristo: ogni altra strada non dà la “vera” esistenza all’uomo (Gv 15,1).
Occorre perciò “rimanere in lui” (“menein ein” ricorre dieci volte nei vv. 4-10!). Ma la proposta della Fede ancora una volta è quanto mai concreta: non ci viene chiesta un’adesione formale al Cristo; non ci è domandato un assenso intellettuale o una professione di ortodossia; nemmeno una dimensione cultuale o liturgica. Ci viene chiesta un’ortoprassi, di “portare frutto” (vv. 2.5.8), per “glorificare il Padre” (v. 8) e perché la preghiera sia efficace (v. 7). Dobbiamo trasformare la nostra vita sul modello di Cristo, portando al mondo la sua stessa linfa vitale, che è linfa agapica (1 Gv 4,8), cioè un amore che non attende contraccambio, che è pura immolazione e servizio. Siamo “nella verità… se non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti…, se osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui… Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui… E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri” (1 Gv 3,18-24). Credere e amare: fede e carità definiscono l’essere cristiano: “l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere” (Rm 3,28), ma “la fede, se non ha le opere, è morta” (Gc 2,17).
La Fede poi non è una situazione statica, realizzata una volta per tutte dal sacramento del battesimo, bensì una realtà dinamica: bisogna lasciarsi “tagliare e “potare” dal Padre (v. 2: “airein” e “kathairein”, due verbi dal suono simile che richiamano “katharos”, “mondo”, “puro” del v. 3). E’ la Parola del Signore (v. 3), “più tagliente di una spada a doppio taglio” (Eb 13,4) che ci monda continuamente, che ci purifica, che ci mette continuamente in crisi per farci migliori, più fedeli, più poveri, più capaci d’amore e di servizio, più veri, più evangelici, più cristiani.
Chi ha veramente incontrato il Signore, chi lo ha scoperto come unico senso del vivere e del morire, chi “rimane in lui”, sa mettere in gioco tutta la propria vita per il Vangelo e per i fratelli: anzi, “chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita… la conserverà per la vita eterna” (Gv 12,25).
Sembra un discorso duro, quasi masochista: invece è la ricetta della felicità. Il Dio che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,10), non può che proporci la nostra gioia più piena. E il Vangelo odierno si conclude ricordandoci che solo in Dio abbiamo vita, mentre lontani da lui (il greco “choris” di Gv 15,5 significa sia “senza” che “lontano da”) ci avviamo verso la negatività e la morte, siamo come “il tralcio che viene gettato via e si secca”, utile solo ad essere “bruciato” (Gv 15,6).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
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Spazio Spadoni
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di domenica 08 dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di domenica 01 dicembre: Luca 21, 25-28.34-36
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Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di domenica 13 ottobre: Marco 10, 17-30
Vangelo di domenica 06 ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di domenica 29 settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di domenica 22 settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di domenica 15 settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di domenica 08 settembre: Marco 7, 31-35
Vangelo di domenica 01 settembre: Marco 7, 1-8. 14-15. 21-23
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Vangelo di Giovedì 15 agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di domenica 18 agosto: Giovanni 6, 51-58
Vangelo di Domenica 11 agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 4 agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 28 luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 21 luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 14 luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 07 luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Domenica 30 giugno: Marco 5, 21-43
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Vangelo di Domenica 19 maggio: Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
Vangelo di Domenica 12 maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 05 maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 28 aprile: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 21 aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 14 aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 07 aprile: Giovanni 20, 19-31
Pasqua di Resurrezione: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 24 marzo: Marco 14, 1-15, 47
Vangelo di Domenica 17 marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 10 marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 03 marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 25 febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 18 febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 11 febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 04 febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 28 gennaio: Marco 1, 21-28
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Vangelo di Sabato 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Lunedì 01 gennaio: Luca 2, 16-21
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Vangelo di Lunedì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
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Vangelo di Domenica 17 settembre: Matteo 18, 21-35
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Vangelo di Domenica 27 agosto: Matteo 16, 13-20
Vangelo di Domenica 20 agosto: Matteo 15 ,21-28
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Vangelo di Domenica 28 Maggio: Giovanni 20, 19-23
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Vangelo di Domenica 5 Giugno: Giovanni 14, 15-16. 23-26
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Vangelo di Domenica 22 Maggio : Giovanni 14, 23-29
Vangelo di Domenica 15 Maggio: Giovanni 13, 31-35
Vangelo di Domenica 8 Maggio: Giovanni 10, 27-30
Vangelo di Domenica 1 Maggio: Giovanni 21, 1-23
Vangelo di Domenica 24 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Domenica 17 Aprile: Giovanni 20, 1-9
Vangelo di Domenica 10 Aprile: Luca 22, 14-23, 56
Vangelo di Domenica 3 Aprile: Giovanni 8, 1-11
Vangelo di Domenica 27 Marzo: Luca 15 ,1-3.11-32
Vangelo di Domenica 20 Marzo: Luca 13, 1-9
Vangelo di Domenica 13 Marzo: Luca 9, 28-36
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Vangelo di Domenica 27 Febbraio: Luca 6, 39-45
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Vangelo di Domenica 23 Gennaio Luca 1, 1-4; 4, 14-21
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Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre