Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La seconda profezia di Matteo
La prima delle cinque citazioni bibliche che Matteo richiama nei Vangeli dell’infanzia di Gesù è posta a conclusione dell’annunciazione angelica a Giuseppe, invitato a “non temere di prendere con sé Maria, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (1, 20): “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” (1,23; cfr Is 7,14).
La seconda profezia citata da Matteo nel suo “Vangelo dell’infanzia di Gesù” (capp. 1-2) è messa in bocca questa volta agli stessi “sommi sacerdoti e scribi del popolo”: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele” (Mt 2,6; Mi 5,1-2). Questa profezia risuona nei palazzi di Erode, davanti ai Magi venuti da Oriente a Gerusalemme con la domanda: “Dov’è il re dei Giudei che è nato?”. La risposta è attinta dal libro profetico di un contemporaneo e forse discepolo di Isaia, il contadino Michea del villaggio di Moreset, 35 chilometri a sud-ovest di Gerusalemme. Predicatore appassionato e durissimo contro la corruzione dei politici e dell’alto clero del suo tempo (“Divorano la carne del mio popolo e gli strappano la pelle di dosso, ne rompono le ossa e lo fanno a pezzi come carne in una pentola, come lesso in una caldaia”:Mi 3,3), Michea apre nel finale l’orizzonte a una luce di tonalità messianica. Da Betlemme, piccolo villaggio ma patria di Davide, una partoriente darà alla luce un nuovo Davide, re di pace e di gioia, fonte di un’armonia cosmica. Ecco il passo che offre numerose varianti, microscopiche rispetto alla citazione di Matteo, pur coincidendo nella sostanza: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per stare in mezzo ai clan di Giuda, da te mi uscirà una guida di Israele… Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà” (5,1-2). Matteo rappresenta il Cristo come il “figlio di Davide” perfetto, che, nascendo nello stesso villaggio del grande re d’Israele, si rivela al popolo di Dio come il Messia atteso. Anche nel Vangelo di Giovanni la folla osserva che “la Scrittura dice che il Cristo (Messia) verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide” (Gv 7,42).
Ponendo in bocca ai diretti avversari di Cristo l’annunzio di Michea, Matteo sottolinea che essi sono in grado di comprendere le Scritture ma non si decidono a credere in esse, le conoscono ma non le “riconoscono” come messaggio aperto alla pienezza che ora si sta attuando. D’altra parte, tutto il racconto dei Magi è un ricamo di allusioni all’Antico Testamento: dalla luce che sorge su Gerusalemme, e che fa “camminare i popoli e i re allo splendore del suo sorgere”, all’“oro e incenso” offerti da quelli che giungono da Saba (Isaia, 60, 3.6), al passo del Salmo 72 sui “re di Tarsis e delle isole, degli Arabi e di Saba che portano offerte e tributi” al re messianico…
L’ adorazione dei Magi
“E’ interessante scoprire quale sia la presenza che Matteo (Mt 2,1-12) colloca attorno al bambino Gesù. Prima di tutto è necessario sottolineare che la scenografia è completamente differente da quella di Luca e anche questo attesta la diversità delle tradizioni che stanno alla base dei due racconti e la loro qualità spesso più teologica che storica. Ora la sacra famiglia è rappresentata in una specie di sala del trono a cui accede quasi una delegazione estera in visita di cortesia. Per Matteo si agitano, infatti, le cancellerie, il clero di Gerusalemme, l’intera città. Un evento “internazionale” sta per compiersi e ha per protagonisti alcuni misteriosi Magi “venuti dall’Oriente”” (Ravasi). Questi “màgoi” sono degli astrologi, che scrutano i segni del cielo. Erodoto, un antico scrittore, afferma che i “Magi” costituivano una della sei tribù dei Medi in Iran, una casta sacerdotale.
L’arrivo dei Magi, guidati dalla stella, che li conduce a Betlemme, è il segno che Gesù compie le promesse antiche (Mi 5,1): “la nascita nella borgata della Giudea più che un fatto storico, in sé secondario, è un dato teologico” (O. da Spinetoli). Gli antichi credevano che alla nascita di un uomo si accendesse una stella. Israele attendeva il Messia come un astro: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (Nm 24,17).
Il compimento è delle Scritture è accompagnato dal giudizio su Israele: i lontani accolgono il Messia e i vicini lo rifiutano. Il racconto della discussione tra i magi ed Erode “e con lui tutta Gerusalemme…, tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo” (Mt 2,3-4) è prefigurazione del processo a Gesù. Il racconto dei Magi illustra il tema del Cristo cercato e rifiutato: il Messia è il segno di contraddizione.
Tutto il Vangelo di Matteo è segnato da questa sorpresa: basti pensare alla parabola dei vignaioli omicidi (Mt 21,33ss.) o alla parabola della grande cena (Mt 22, 1-14): ambedue mostrano che il Regno passa da Israele ai pagani, e che questo passaggio rientra nel disegno di Dio. Abbiamo parlato di sorpresa, ma questo non significa novità nel comportamento di Dio, tanto meno rottura nel suo modo di condurre la storia. Al contrario: Dio non fa che applicare anche in questo caso, come sempre, il principio dell’accoglienza della Parola, che è un criterio decisivo: è l’accoglienza della Parola (con la disponibilità alla conversione), che distingue chi appartiene al Regno e chi no.
Ma in questo episodio non c’è solo il significato di Cristo, ma anche quello della Chiesa. La pagina dei Magi è una solenne dichiarazione di missionarietà e di universalismo. Questo episodio richiama la conclusione dell’intero Vangelo: “Andate e fate mie discepole tutte le genti…” (Mt 28,18). Due pagine missionarie che aprono e chiudono la storia di Cristo, con una differenza: nell’episodio dei Magi sono le genti che arrivano a Gerusalemme, alla fine del vangelo è la Chiesa inviata al mondo. Questo seconda annotazione esprime più profondamente la concezione della missione come servizio, come un uscire da sé per andare alla ricerca degli altri.
Matteo non dice che i Magi fossero re, né che siano tre. Portano oro, incenso e mirra: Giovenco, il primo poeta latino cristiano. dirà: “al re, al Dio, all’uomo”. Sono i doni per il Messia: “Che egli viva, e gli sia dato oro di Saba” (Sl 72,15); “Tutti verranno da Saba, portando oro e incenso” (Is 60,6).
“Due coordinate consentono di individuare il Messia: la stella e la Scrittura. La stella che rappresenta i segni dei tempi, le occasioni della storia e anche, più banalmente, i casi della vita… Ma occorre anche la verifica della Scrittura” (A. Mello).
Buona Misericordia a tutti!
Chi volesse leggere un’esegesi più completa del testo, o qualche approfondimento, me li chieda a migliettacarlo@gmail.com.
Vangelo di lunedì 06 gennaio: Matteo 2, 1-12
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Cari Consorelle e Confratelli delle Misericordie, sono Carlo Miglietta, medico, biblista, laico, marito, papà e nonno (www.buonabibbiaatutti.it). Anche oggi condivido con voi un breve pensiero di meditazione sul Vangelo, con particolare riferimento al tema della misericordia.
La seconda profezia di Matteo
La prima delle cinque citazioni bibliche che Matteo richiama nei Vangeli dell’infanzia di Gesù è posta a conclusione dell’annunciazione angelica a Giuseppe, invitato a “non temere di prendere con sé Maria, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (1, 20): “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio” (1,23; cfr Is 7,14).
La seconda profezia citata da Matteo nel suo “Vangelo dell’infanzia di Gesù” (capp. 1-2) è messa in bocca questa volta agli stessi “sommi sacerdoti e scribi del popolo”: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele” (Mt 2,6; Mi 5,1-2). Questa profezia risuona nei palazzi di Erode, davanti ai Magi venuti da Oriente a Gerusalemme con la domanda: “Dov’è il re dei Giudei che è nato?”. La risposta è attinta dal libro profetico di un contemporaneo e forse discepolo di Isaia, il contadino Michea del villaggio di Moreset, 35 chilometri a sud-ovest di Gerusalemme. Predicatore appassionato e durissimo contro la corruzione dei politici e dell’alto clero del suo tempo (“Divorano la carne del mio popolo e gli strappano la pelle di dosso, ne rompono le ossa e lo fanno a pezzi come carne in una pentola, come lesso in una caldaia”:Mi 3,3), Michea apre nel finale l’orizzonte a una luce di tonalità messianica. Da Betlemme, piccolo villaggio ma patria di Davide, una partoriente darà alla luce un nuovo Davide, re di pace e di gioia, fonte di un’armonia cosmica. Ecco il passo che offre numerose varianti, microscopiche rispetto alla citazione di Matteo, pur coincidendo nella sostanza: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per stare in mezzo ai clan di Giuda, da te mi uscirà una guida di Israele… Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà” (5,1-2). Matteo rappresenta il Cristo come il “figlio di Davide” perfetto, che, nascendo nello stesso villaggio del grande re d’Israele, si rivela al popolo di Dio come il Messia atteso. Anche nel Vangelo di Giovanni la folla osserva che “la Scrittura dice che il Cristo (Messia) verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide” (Gv 7,42).
Ponendo in bocca ai diretti avversari di Cristo l’annunzio di Michea, Matteo sottolinea che essi sono in grado di comprendere le Scritture ma non si decidono a credere in esse, le conoscono ma non le “riconoscono” come messaggio aperto alla pienezza che ora si sta attuando. D’altra parte, tutto il racconto dei Magi è un ricamo di allusioni all’Antico Testamento: dalla luce che sorge su Gerusalemme, e che fa “camminare i popoli e i re allo splendore del suo sorgere”, all’“oro e incenso” offerti da quelli che giungono da Saba (Isaia, 60, 3.6), al passo del Salmo 72 sui “re di Tarsis e delle isole, degli Arabi e di Saba che portano offerte e tributi” al re messianico…
L’ adorazione dei Magi
“E’ interessante scoprire quale sia la presenza che Matteo (Mt 2,1-12) colloca attorno al bambino Gesù. Prima di tutto è necessario sottolineare che la scenografia è completamente differente da quella di Luca e anche questo attesta la diversità delle tradizioni che stanno alla base dei due racconti e la loro qualità spesso più teologica che storica. Ora la sacra famiglia è rappresentata in una specie di sala del trono a cui accede quasi una delegazione estera in visita di cortesia. Per Matteo si agitano, infatti, le cancellerie, il clero di Gerusalemme, l’intera città. Un evento “internazionale” sta per compiersi e ha per protagonisti alcuni misteriosi Magi “venuti dall’Oriente”” (Ravasi). Questi “màgoi” sono degli astrologi, che scrutano i segni del cielo. Erodoto, un antico scrittore, afferma che i “Magi” costituivano una della sei tribù dei Medi in Iran, una casta sacerdotale.
L’arrivo dei Magi, guidati dalla stella, che li conduce a Betlemme, è il segno che Gesù compie le promesse antiche (Mi 5,1): “la nascita nella borgata della Giudea più che un fatto storico, in sé secondario, è un dato teologico” (O. da Spinetoli). Gli antichi credevano che alla nascita di un uomo si accendesse una stella. Israele attendeva il Messia come un astro: “Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele” (Nm 24,17).
Il compimento è delle Scritture è accompagnato dal giudizio su Israele: i lontani accolgono il Messia e i vicini lo rifiutano. Il racconto della discussione tra i magi ed Erode “e con lui tutta Gerusalemme…, tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo” (Mt 2,3-4) è prefigurazione del processo a Gesù. Il racconto dei Magi illustra il tema del Cristo cercato e rifiutato: il Messia è il segno di contraddizione.
Tutto il Vangelo di Matteo è segnato da questa sorpresa: basti pensare alla parabola dei vignaioli omicidi (Mt 21,33ss.) o alla parabola della grande cena (Mt 22, 1-14): ambedue mostrano che il Regno passa da Israele ai pagani, e che questo passaggio rientra nel disegno di Dio. Abbiamo parlato di sorpresa, ma questo non significa novità nel comportamento di Dio, tanto meno rottura nel suo modo di condurre la storia. Al contrario: Dio non fa che applicare anche in questo caso, come sempre, il principio dell’accoglienza della Parola, che è un criterio decisivo: è l’accoglienza della Parola (con la disponibilità alla conversione), che distingue chi appartiene al Regno e chi no.
Ma in questo episodio non c’è solo il significato di Cristo, ma anche quello della Chiesa. La pagina dei Magi è una solenne dichiarazione di missionarietà e di universalismo. Questo episodio richiama la conclusione dell’intero Vangelo: “Andate e fate mie discepole tutte le genti…” (Mt 28,18). Due pagine missionarie che aprono e chiudono la storia di Cristo, con una differenza: nell’episodio dei Magi sono le genti che arrivano a Gerusalemme, alla fine del vangelo è la Chiesa inviata al mondo. Questo seconda annotazione esprime più profondamente la concezione della missione come servizio, come un uscire da sé per andare alla ricerca degli altri.
Matteo non dice che i Magi fossero re, né che siano tre. Portano oro, incenso e mirra: Giovenco, il primo poeta latino cristiano. dirà: “al re, al Dio, all’uomo”. Sono i doni per il Messia: “Che egli viva, e gli sia dato oro di Saba” (Sl 72,15); “Tutti verranno da Saba, portando oro e incenso” (Is 60,6).
“Due coordinate consentono di individuare il Messia: la stella e la Scrittura. La stella che rappresenta i segni dei tempi, le occasioni della storia e anche, più banalmente, i casi della vita… Ma occorre anche la verifica della Scrittura” (A. Mello).
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Vangelo di domenica 06 aprile V Domenica di Quaresima anno C – Giovanni 8, 1-11
Vangelo di domenica 30 marzo IV Domenica di Quaresima anno C – Luca 15, 1 – 3. 11-32
Vangelo di domenica 23 marzo III Domenica di Quaresima anno C – Luca 13, 1-9
Vangelo di domenica 16 marzo: II Domenica di Quaresima anno C – Luca 9, 28-36
Vangelo di domenica 09 marzo: I Domenica di Quaresima anno C – Luca 4,1-13
Vangelo di domenica 02 marzo: VII Domenica C: Luca 6, 39-45
Vangelo di domenica 23 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 27-38
Vangelo di domenica 16 febbraio: VI Domenica C: Luca 6, 17. 20-26
Vangelo di domenica 09 febbraio: V Domenica C: Luca 5, 1-11
Vangelo di domenica 02 febbraio: Presentazione del Signore C: Luca 2, 22-40
Vangelo di domenica 26 gennaio III Domenica C: Luca 1, 1-4; 4, 14-21
Vangelo di domenica 19 gennaio: Giovanni 2,1-11
Vangelo di domenica 12 gennaio: Luca 3,15-22
Vangelo di domenica 05 gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di mercoledì 1 gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di domenica 29 dicembre: Luca 2, 41-52
Vangelo di mercoledì 25 dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di domenica 22 dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di domenica 15 dicembre: Luca 3, 10-18
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Vangelo di domenica 17 novembre: Marco 13,24-32
Vangelo di domenica 10 novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di venerdì 1 novembre: Matteo 5,1-12
Vangelo di domenica 03 novembre: Marco 12, 28b-34
Vangelo di domenica 27 ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di domenica 20 ottobre: Marco 10, 35-45
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Vangelo di Domenica 11 agosto: Giovanni 6, 41-51
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Vangelo di Sabato 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 19 Dicembre: Luca 1, 39-45
Vangelo di Domenica 12 Dicembre: Luca 3, 10-18
Vangelo di Mercoledì 8 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 5 Dicembre: Luca 3, 1-6
Vangelo di Domenica 28 Novembre: Luca 21, 25-28. 34-36
Vangelo di Domenica 21 Novembre: Giovanni 13, 33-37
Vangelo di Domenica 14 Novembre: Marco 13, 24-32
Vangelo di Domenica 7 Novembre: Marco 12, 38-44
Vangelo di Lunedì 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 31 Ottobre: Marco 12, 28-34
Vangelo di Domenica 24 Ottobre: Marco 10, 46-52
Vangelo di Domenica 17 Ottobre: Marco 10, 35-45
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Marco 10, 17-31
Vangelo di Domenica 3 Ottobre: Marco 10, 2-16
Vangelo di Domenica 26 Settembre: Marco 9, 38-43.45.47-48
Vangelo di Domenica 19 Settembre: Marco 9, 30-37
Vangelo di Domenica 12 Settembre: Marco 8, 27-35
Vangelo di Domenica 5 Settembre: Marco 7, 31-37
Vangelo di Domenica 29 Agosto: Marco 7, 1-8.14-15.21-23
Vangelo di Domenica 22 Agosto: Giovanni 6, 60-70
Vangelo di Domenica 15 Agosto: Luca 1, 39-56
Vangelo di Domenica 8 Agosto: Giovanni 6, 41-51
Vangelo di Domenica 1 Agosto: Giovanni 6, 24-35
Vangelo di Domenica 25 Luglio: Giovanni 6, 1-15
Vangelo di Domenica 18 Luglio: Marco 6, 30-34
Vangelo di Domenica 11 Luglio: Marco 6, 7-13
Vangelo di Domenica 4 Luglio: Marco 6, 1-6
Vangelo di Martedì 29 Giugno: Matteo 16, 13-19
Vangelo di Domenica 27 Giugno: Marco 5, 21-43
Vangelo di Domenica 20 Giugno: Marco 4, 35-41
Vangelo di Domenica 13 Giugno: Marco 4, 26-34
Vangelo di Domenica 6 Giugno: Marco 14, 12-16.22-26
Vangelo di Martedì 30 Maggio: Matteo 28, 16-20
Vangelo di Domenica 23 Maggio: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 16 Maggio: Marco 16, 15-20
Vangelo di Domenica 9 Maggio: Giovanni 15, 9-17
Vangelo di Domenica 2 Maggio: Giovanni 15, 1-8
Vangelo di Domenica 25 Aprile: Giovanni 10, 11-18
Vangelo di Domenica 18 Aprile: Luca 24, 35-48
Vangelo di Domenica 11 Aprile: Giovanni 20, 19-31
Vangelo di Venerdì 2 Aprile: Giovanni 18-19
Vangelo di Giovedì 1 Aprile: Giovanni 13, 1-15
Vangelo di Domenica 28 Marzo: Marco 14-15
Vangelo di Domenica 21 Marzo: Giovanni 12, 20-33
Vangelo di Domenica 14 Marzo: Giovanni 3, 14-21
Vangelo di Domenica 7 Marzo: Giovanni 2, 13-25
Vangelo di Domenica 28 Febbraio: Marco 9, 2-10
Vangelo di Domenica 21 Febbraio: Marco 1, 12-15
Vangelo di Domenica 14 Febbraio: Marco 1, 40-45
Vangelo di Domenica 7 Febbraio: Marco 1, 29-39
Vangelo di Domenica 31 Gennaio: Marco 1, 21-28
Vangelo di Domenica 24 Gennaio: Marco 1, 14-20
Vangelo di Domenica 10 Gennaio: Marco 1, 9-11
Vangelo di Giovedì 7 Gennaio: Giovanni 1, 35-42
Vangelo di Mercoledì 6 Gennaio: Matteo 2, 1-12
Vangelo di Domenica 3 Gennaio: Giovanni 1, 1-18
Vangelo di Venerdì 1 Gennaio: Luca 2, 16-21
Vangelo di Domenica 27 Dicembre: Luca 2, 25-38
Vangelo di Venerdì 25 Dicembre: Luca 2, 1-14
Vangelo di Domenica 20 Dicembre: Luca 1, 26-38
Vangelo di Domenica 13 Dicembre: Giovanni 1, 6-8.19-28
Vangelo di Domenica 6 Dicembre: Marco 1, 1-8
Vangelo di Domenica 29 Novembre: Marco 13, 33-37
Vangelo di Domenica 22 Novembre: Matteo 25, 31-46
Vangelo di Domenica 15 novembre: Matteo 25, 14-30
Vangelo di Domenica 8 Novembre: Matteo 25, 1-13
Vangelo di Domenica 1 Novembre: Luca 6, 17. 20-26/ Matteo 5, 1-12
Vangelo di Domenica 25 Ottobre: Matteo 22, 34-40
Vangelo di Domenica 18 Ottobre: Matteo 22, 15-21
Vangelo di Domenica 10 Ottobre: Matteo 22, 1-14
Vangelo di Domenica 4 Ottobre: Matteo 21, 33-43
Vangelo di Domenica 27 Settembre: Matteo 21, 28-32
Vangelo di Domenica 20 Settembre: Matteo 20, 1-16
Vangelo di Domenica 13 Settembre: Matteo 18, 21-35
Vangelo di Domenica 6 Settembre: Matteo 18, 15-20
Vangelo di Domenica 6 Settembre